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Cosa voglio di più, una torbida tresca tra poveri amanti PDF Stampa E-mail
ItaliaNews - Intrattenimento
Scritto da Achille Della Ragione   
Giovedì 13 Maggio 2010 17:01

Cosa voglio di più, una torbida tresca tra poveri amanti

Soldini è tra i registi più apprezzati dalla critica ed in questo suo ultimo lavoro Cosa voglio di più, ispirato nel titolo alle celebri parole di Lucio Battisti, egli ci racconta l’irrompere dell’amore tra due precari, sullo sfondo della periferia milanese sconvolta dalla crisi economica, che mette a repentaglio la sopravvivenza di una generazione e fa entrare in fibrillazione tutti i valori, dall’amicizia alla famiglia.

Alla narrazione non manca pathos e poesia, entusiasmo e trasgressione, ma su tutto impera l’aspetto pornografico, a vivide luci rosse, dell’estrinsecarsi anatomico del focoso adulterio, con ripetuti amplessi tra il palestrato Domenico (Pierfrancesco Favino) e l’albionica Anna (Alba Rohewacher), dal fisico guizzante anche se poco dotato.
La storia coinvolge un’impegatuccia convivente con un pacifico e corpulento negoziante, che arrotonda riparando piccoli elettrodomestici e un operaio sottopagato con moglie e due figli a carico, con relative bollette, rate e debiti da onorare.
La passione scoppia all’improvviso con il relativo scambio di sms clandestini, i primi sguardi intensi, i sotterfugi e le bugie, per esplodere poi in settimanali riti erotici sui quali la cinepresa indugia compiaciuta più del lecito, creando imbarazzo ed anche disgusto  nello spettatore, che va a cinema per vedere un film, non un filmino a luci rosse. Il tutto condito dal tran tran quotidiano, fatto di spesa al supermercato, pranzo domenicale con i parenti, pizze con gli amici, sporadiche gite ed interminabili discussioni sui soldi che sono sempre pochi.
Questa passione sofferta rientra alla fine nell’alveo delle precedenti relazioni, senza superare il grigiore della quotidianità di un hinterland meneghino, reso con cura, dai casermoni alveari ai treni pendolari lumaca, a dimostrare che anche i poveri hanno, se non un’anima,  i loro vizi al fianco delle loro rare virtù.
Achille della Ragione

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 17:34
 
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