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UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA SI POTEVA EVITARE ... PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Lunedì 15 Maggio 2006 19:15

Un comune su cinque possiede delle aree a rischio frana. E anche quella di Ischia si poteva prevedere, sebbene non fosse possibile stabilire quando si sarebbe verificata. Lo spiega il direttore dell'Istituto di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi, alla luce dei dati della mappa dell'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'Ambiente e i servizi tecnici. Gli interventi possibili, secondo il tecnico, sono moltissimi. Ma per la messa in sicurezza del territorio sarebbe necessario un piano decennale: "Una sfida per il nuovo governo", rilancia Boschi, che auspica interventi urgenti per intervenire nelle zone in cui maggiore è la presenza di insediamenti umani.

Di fronte ad una zona ad alto rischio come quella dove è accaduta la tragedia, indicata nelle mappe come "R4", cioè ad alto rischio serve "eliminare gli edifici", un intervento drastico ma necessario a salvare vite umane. "Tante case in queste zone, ma non conosco il caso specifico, sono purtroppo abusive o condonate" ha aggiunto Boschi, e il rischio è in crescita.


A lasciare un segno sono i cambiamenti climatici come l'innalzamento delle temperature marittime, spiega Boschi, che si dice convinto della relazione con le forti e improvvise piogge che colpiscono l'Italia: proprio le precipitazioni contribuiscono infatti a innescare la condizione di pericolo.

Il rischio è forte lungo tutti gli Appennini così come sulle Alpi: "La conoscenza del territorio è completa, ma si tratta di iniziare un grande lavoro pubblico che porterebbe grandi vantaggi: la riduzione del rischio e il rilancio del lavori pubblico per la sicurezza del territorio. Una grande sfida".

 
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