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Commento Foriano, di Peppe D'Ambra
Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te
UN’ISOLA SEMPRE PIÙ CAOTICA Duro il compito che aspetta i nuovi sindaci Solo il Sindaco Carmine Monti è riuscito velocemente a comporre la nuova giunta e si appresta ad iniziare la sua nuova avventura amministrativa, ad oggi gli altri sindaci non sono ancora riusciti a formare la squadra e se ne sentono di tutti i colori.
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Presentazione del libro di Giuseppe Mazzella |
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IschiaNews -
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Written by Carmine Castaldi
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Monday, 12 April 2010 20:00 |
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Presentazione del libro di Giuseppe Mazzella
Astante alla presentazione del libro del giornalista Giuseppe Mazzella: “Ischia, luci e ombre sullo Sviluppo-il sistema economico-sociale dell’isola d’Ischia: dall’espansione selvaggia (1970-1974) al tempo della globalizzazione (2002-2010)” avvenuta venerdì 2 aprile 2010 alla Biblioteca Antoniana di Ischia nel corso di una tavola rotonda – condotta dal giornalista Ciro Cenatiempo , alla quale hanno preso parte oltre all' autore, il dottor Francesco Borgogna, l’avvocato Nello Mazzella, il professor Gianni Vuoso, il professor F. Luigi.
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Last Updated on Thursday, 15 April 2010 21:17 |
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Il commento di Carmine Castaldi: Il Sasso nello Stagno di Giuseppe Mazzella: Il Maturo ed il Marcio |
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IschiaNews -
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Written by Carmine Castaldi
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Tuesday, 24 November 2009 21:36 |
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Il commento di Carmine Castaldi: Il Sasso nello Stagno di Giuseppe Mazzella: Il Maturo ed il Marcio
Ho scritto un libro pronto da circa un anno sul “ sistema economico-sociale dell’ isola d’ Ischia: dall’ espansione selvaggia ( 1970-1974) al tempo della globalizzazione ( 2002-2008) e l’ ho titolato: “ Ischia, luci e ombre sullo sviluppo”. E’ un lavoro che già nella premessa dico di non saper definire poiché se da un lato è un libro di “ memorie” cioè su quel tema ricorrente in tutta la mia attività giornalistica ultratrentennale della speranza della “ Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica” anche nella realtà locale dell’ isola d’ Ischia dall’ altro è anche il tentativo di un primo studio sullo sviluppo economico e sociale della nostra isola nell’ ultimo trentennio.
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Last Updated on Wednesday, 25 November 2009 08:43 |
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Dal 13-16 settembre si terrà ad Ischia, nei suggestivi vicoli di Via Champault, la quarta edizione della mostra documentaria “Pe terre assaie luntane” |
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IschiaNews -
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Written by Tina Taliercio
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Monday, 10 September 2007 15:24 |
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Dal 13-16 settembre si terrà ad Ischia, nei suggestivi vicoli di Via Champault, la quarta edizione della mostra documentaria “Pe terre assaie luntane”
a cura dell’Asssociazione “Ischitani nel mondo” incentrata sul fenomeno migratorio verso le Americhe. La manifestazione comprenderà,oltre l’esposizione di materiale fotografico e documentario d’epoca, proiezioni di film, conferenze e la rappresentazione teatrale”America “di Franz Kafka, a cura di Officina Artètéka e la mostra”Pescatori”a cura di Massimo Ielasi, con opere di pittori ischitani e stranieri, tra i quali Sohn-Reitel e Petroni. |
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Last Updated on Saturday, 11 December 2010 12:58 |
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VIDEODOPE. QUANDO IL VIDEOGAME FA FINALMENTE BENE AI GIOVANI |
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IschiaNews -
Intrattenimento
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Written by Tina Taliercio
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Friday, 21 December 2007 15:36 |
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Una serie di prodotti frutto della tecnologia, che possono aiutare a guardarsi dentro con più obiettività Videodope. Quando il videogame fa finalmente bene ai giovani E forse non solo a loro
A tutti sarà capitato di ascoltare/leggere/vedere una delle cosiddette “Pubblicità Progresso” dedicate all’irrisolto, drammatico problema della droga e, a molti, sarà maturata la consapevolezza, densa di amarezza, sull’inefficacia pressoché totale di questi spot, soprattutto quando questi si mostrano come dichiaratamente “ammiccanti” al mondo dei giovani, senza riuscire però minimamente a coinvolgerli né tantomeno ad acquisire autorevolezza verso di loro. Stavolta invece qualcosa di nuovo sembra davvero esserci: il gruppo di ricercatori Luciano Gamberini, Luca Breda e Alessandro Grassi, del Laboratorio della Tecnologia Umana (Human Technology Lab) del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, ha trovato probabilmente la giusta chiave di lettura: il videogame. Videodope è un ambiente digitale interattivo ideato per mostrare gli effetti a breve, medio e lungo termine delle sostanze psicoattive sull’organismo umano. L’obiettivo che si prefigge è quello di aumentare la conoscenza di questi effetti (poiché spesso questi sono ignorati in parte o del tutto e sovrastati da idee falsate e leggende metropolitane) come anche di fornire un rendiconto realistico del livello di informazione dei giovani, per poter lavorare sulla prevenzione. Questi tipi di giochi educativi offrono il vantaggio di essere maggiormente presenti, informativi, anonimi e multimediali e di poter essere ripetuti all’infinito. Semplicemente imparagonabili al “predicozzo” enunciato di volta in volta dall’autorità costituita, dai genitori, dagli insegnanti e così via. Occorre però che i videogame educativi posseggano anche numerosi requisiti che li rendano attrattivi agli occhi dei ragazzi: dovranno infatti essere percepiti come credibili e convincenti, in particolare perché l’utente di riferimento è spesso grande conoscitore della tecnologia e inoltre ritiene di esserlo anche dell’argomento cui il videogame è dedicato. Analizziamo ora un po’ più da vicino Videodope. Si parlava prima dell’obiettivo legato all’acquisizione di una maggiore conoscenza sugli effetti delle droghe sull’organismo, a cui vanno aggiunte le conseguenze che queste sostanze provocano nella vita sociale e professionale. Perché riuscisse a catturare al massimo l’attenzione dei suoi utenti, i tre ricercatori hanno utilizzato il linguaggio interattivo dei videogame e dei siti web (grafica accattivante, interfacce interattive con pulsanti, icone e link, effetti audio e musica durante i vari livelli del gioco e nella fase conclusiva che contiene le domande per il punteggio finale). Ma come si svolge il gioco? L’inizio è decisamente attualissimo: si sceglie un avatar (i personaggi che animano il mondo di Second Life) maschio o femmina, ossia il proprio alter ego, e lo si abbina ad una sostanza stupefacente a scelta tra cocaina, ecstasy, eroina, Lsd, alcool, anfetamine, cannabis e altre. Nei sei minuti che Videodope mette a disposizione di ogni giocatore, bisogna raccogliere il maggior numero di informazioni sulla sostanza “adottata”. E qui subentra un effetto di forte suggestione: mediante un modello 3D trasparente il proprio avatar subisce tutti gli effetti che quella sostanza provoca sul suo corpo. In alcuni casi compaiono anche dei consigli utili da seguire, per mitigare gli effetti collaterali. Ad esempio, la cocaina provoca gravi disturbi a livello del sistema nervoso centrale (attacchi di panico, psicosi), la cannabis comporta gli stessi danni ai polmoni delle sigarette, oltre ad intaccare, col tempo, anche la memoria, la parola e l’attenzione, l’ecstasy può originare disidratazione e colpi di calore (e qui arriva il consiglio di bere molta acqua). Dopo aver ricevuto anche diverse notizie legate alle leggi in vigore e ai rimedi da adottare in casi di emergenza, si passa alle domande conclusive, che concorrono al punteggio finale. Da non trascurare, inoltre, il ruolo fondamentale giocato dalla musica, studiata ad hoc nell’ambito dei generi maggiormente seguiti dai giovani e abbinata sapientemente ad ogni tipo di droga (così l’ecstasy si accompagna alla techno, la “canna” al reggae, l’LSD alla psichedelica e così via). Lo scopo ultimo? Naturalmente di accrescere la consapevolezza dei gravi danni provocati dalle droghe, non escluse quelle considerate leggere, parlando la stessa “lingua” degli utenti a cui ci si rivolge, non bacchettandoli né facendoli sentire stupidi. Vista l’efficacia che sta mostrando, bisognerà chiedersi se non valga la pena di studiare un Videodope per fasce di età superiore, rivolgendosi così ad un’altra generazione, che comunque continua a fare un uso sempre maggiore di determinate droghe, soprattutto cocaina. Magari dovrebbe essere scaricabile tramite internet, il che garantirebbe quella riservatezza a cui l’adulto è molto più sensibile del ragazzo. Va anche detto che, fortunatamente, Videodope è solo uno dei cosiddetti “serious games” prodotti negli ultimi anni e nella maggior parte dei casi anche adottati dagli psicoterapeuti in molti tipi di trattamenti, tra cui quelli che affrontano gli attacchi di panico e le fobie in generale. Tra gli altri, un videogame che simula la guida di scooter e moto in un ambiente virtuale molto impervio, in cui il giocatore si trova di fronte a difficoltà notevoli da superare con grande tempismo e in pochissimi centesimi di secondo. Sembra promettere molto in termini di efficacia, poiché, oltre a rendere chiara l’importanza del rispetto del Codice Stradale, pone l’accento anche sull’attenzione da prestare al comportamento degli altri. Per concludere, il serious game “Global Conflicts: Palestine” punta a prese di coscienza che vanno ben oltre la salute o la sicurezza del singolo individuo. Il tema, di per sé aspro e sofferto, trova espressione nella regola del gioco che consiste nel trascorrere una giornata in una casa palestinese e un’altra in una casa israeliana. Il comportamento deve essere costantemente neutrale, evitando quindi di toccare la sensibilità dell’uno e dell’altro popolo. Un “gioco” capace di stimolare vero equilibrio psicologico, rispetto per le culture “altre” e visione del mondo che vada oltre il proprio campanile o tutt’al più rione.Se a Natale i regali bisogna proprio farli, se ne potrebbe allora scegliere uno con una funzione educativa e/o sociale come i serious game, così che forse avremo speso i nostri soldi in modo meno effimero e consumistico. |
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RASSEGNA STAMPA: NAPOLI NEL MONDO |
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IschiaNews -
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Written by Tina Taliercio
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Sunday, 05 November 2006 12:43 |
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Rassegna Stampa: “Napoli nel mondo” In Europa e negli USA: ecco le notizie che arrivano da e sul nostro capoluogo di regione A ben guardare, anche fatti apparentemente causati da fattori non prevedibili hanno invece una loro ciclicità. A circa un anno e mezzo dall’ultimo periodo nero di Napoli, con gli omicidi a Scampia, torna la stessa drammatica sequenza di crimini in altre zone della città e, puntualmente, riprende il gioco delle parti dei vari rappresentanti delle istituzioni, che si dichiarano “costernati, amareggiati, preoccupati” e che vengono a fare la visita di cortesia ai loro omologhi comunali, provinciali e regionali. Puntuale risorge la proposta di inviare l’esercito a Napoli (presunta panacea di tutti i mali), proposta tenuta sempre pronta nel cassetto, come quando il giovedì ci si chiede cosa cucinare e, in un grande sforzo creativo, ci si risponde: “Gnocchi”. Quasi immediatamente ogni leader o portavoce di partito, di maggioranza o all’opposizione, emette il suo comunicato-stampa, che, a seconda della convenienza a mantenere e sostenere il governo in carica o a cercare di farlo cadere, suona, appunto, costruttivo o distruttivo. In linea di massima si cerca comunque di esprimere un’opinione, una proposta, un’idea, un contraddittorio rispetto alla proposta dell’altro schieramento, un rinfacciare al governo in carica o a quello precedente ciò che ha fatto o ciò che non ha fatto, sempre a seconda del proprio opportunismo. Dopo aver registrato tali comunicati stampa c’è poi un altro “passaggio obbligato”: le illuminanti farneticazioni di Calderoli. Intendiamoci, anche lui porta il suo piccolo contributo al “mulino” di Napoli, mica siamo qui ad offenderci per ciò che fa uscire dalla sua deliziosa boccuccia, no, al contrario, lo ringraziamo di esistere e di essere capace di attirare su Napoli la solidarietà di una sostanziosa parte dell’Occidente, quella che non si lascia obnubilare il cervello dalla bassezza morale e culturale di questo pover’uomo. Molto più utile e interessante dare invece uno sguardo a tre grandi quotidiani internazionali, pubblicati ciascuno in un grande Paese. Cominciamo dal maggior quotidiano tedesco, Die Zeit, che pubblica un articolo dal titolo: “Mafia: Prodi considera poco utile l’invio dell’esercito” e di seguito: “Nell’economia, nel mondo degli affari e della costante inosservanza delle leggi, la criminalità va di pari passo con la corruzione. Contro tutto questo l’esercito può ben poco. Il Governo concorda con il Presidente Napolitano sul fatto che dovrebbe essere elaborato un piano di più ampio respiro e maggior impiego di mezzi e risorse, per contrastare l’ondata della criminalità”. L’articolo prosegue poi spiegando che il premier intende operare su due fronti: la necessaria repressione e il coinvolgimento della società civile e delle istituzioni, sottolineando come l’alto tasso di disoccupazione di Napoli sia uno degli elementi più importanti da combattere. Il New York Times titola invece: “Italia: Forze supplementari di polizia inviate a Napoli per combattere l’ondata di crimini. Il Ministro degli Interni Giuliano Amato afferma di stare inviando 1.000 poliziotti a Napoli, la terza città più grande d’Italia e patria della Camorra, “versione napoletana della Mafia”, per combattere l’ondata criminosa”. Si passa poi ad una dettagliata descrizione degli omicidi degli ultimi giorni e, di seguito, si riporta un virgolettato di Prodi: “Stavolta la lotta al crimine non sarà condotta per placare l’opinione pubblica per pochi giorni o mesi, sarà invece una battaglia costante per portare sicurezza ai cittadini”. Il terzo quotidiano analizzato è il britannico Times, che riporta: “Il Primo Ministro Italiano valuta la missione militare a Napoli. Napoli nella morsa della Camorra. Il Premier sta prendendo in considerazione l’invio dell’esercito per ripristinare l’ordine a Napoli, dove un sanguinoso exploit criminale è costato sette morti dallo scorso venerdì. Romano Prodi è stato citato dall’agenzia-stampa Ansa, secondo cui egli stia valutando i benefici a lungo termine dell’impiego dell’esercito per reprimere l’ondata di violenza, che si ritiene derivi dalle rivalità interne della Camorra, la Mafia napoletana”. Si riporta poi la stessa affermazione del Premier già pubblicata dal NYT e, di seguito, la stessa notizia secondo cui Amato invierà 1.000 poliziotti per dare man forte alle 13.000 unità presenti costantemente a Napoli, che non riescono a frenare la violenza. Segue infine la doverosa cronaca sui morti ammazzati. Una questione di tale gravità come il cancro che opprime da sempre Napoli è ben lungi dall’essere risolvibile solo attraverso la repressione, come è stato evidenziato anche dai giornali esteri, né può esistere una “ricetta ideale” per liberarsene. Mi sembra tuttavia utile per ciascuno di noi riflettere sulle possibilità di cambiamento esistenti o realizzabili nel proprio piccolo, attraverso le proprie scelte, mediante qualche “no” coraggioso da pronunciare o uno sforzo in più per elevare la propria coscienza civica e ampliare il più possibile il proprio microcosmo. Conoscere e prendere coscienza di come all’estero parlano dei nostri problemi, dei nostri drammi – in particolare in Paesi che “fanno” l’opinione mondiale – è un modo efficace per confrontarsi, per guardarsi “attraverso lo specchio” e con altri occhi (sicuramente meno compiacenti) e chiedersi se il nostro è degno di essere definito un Paese Civile. Noi ischitani, nello specifico, dobbiamo poi porci una domanda molto sgradevole ma nel contempo necessaria: se queste sono le notizie che circolano a livello MONDIALE su Napoli (schiacciando quanto di buono c’è e si realizza da noi), come possiamo pretendere o anche solo sperare che a qualcuno Oltralpe venga voglia di trascorrere una vacanza da noi? |
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