INADEGUATE LE STRUTTURE DEI PRESIDI DI ASSISTENZA URGENZA TERRITORIALE Stampa
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CasamicciolaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Mercoledì 24 Agosto 2005 18:38

Pronte le denunce per violazione delle leggi sulla sicurezza, l’igiene e la sanità nel lavoro, violazione degli accordi sindacali e mobbing. L’Asl fa orecchie da mercante e finge di non sapere, dopo mesi di solleciti indicazioni e relazioni ufficiali.

Stanchi di esporre ed illustrare per le vie dirette a mezzo relazioni ed indicazioni ufficiali, strenuamente dichiarare le proprie difficoltà a chi di competenza in quanto diretto responsabile del settore, gli operatori medici e paramedici assegnati al servizio del Pronto Intervento ischitano scendono sul piede di guerra, scegliendo la via della pubblica divulgazione per risolvere annosi e gravi problemi che l’investono direttamente. “ E’orami da diverso tempo che cerchiamo di rendere dignitosa ed umana la nostra condizione di lavoro ed operatività, senza ottenere, però, la benché minima collaborazione da parte delle autorità competenti e dagli organi preposti direttamente responsabili, la dirigenza in primis. Ci sentiamo, giunti a questo punto, in dovere di informare l’opinione pubblica su come siamo costretti ad operare, senza che alcuno prenda in considerazione le nostre rimostranze. Peraltro in una condizione tuttora esistente e verificabile ”.
Quasi una forma di autotutela e di tutela dell’utenza verso la quale sono chiamati a prestare la propria attività e professionalità, quella messa in atto dai medici del SAUT, che con un accurato e dettagliato documento, denunciano un grave stato di precarietà lavorativa, in una ambito ed un ambiente nel quale gli stessi sono costretti quotidianamente ad intervenire,operare e vivere da qualche mese a questa parte, e soprattutto in concomitanza con il sopraggiungere della stagione estiva quando le richieste e le urgenze si fanno più pressanti e numerose. Tutto ciò in una situazione di estremo disagio che va ad investire un settore di vitale e primaria importanza per l’intera società e non un settore od un ramo specifico.Quello che appare subito chiaro nella lettura della protesta da parte dei firmatari, è l’incisività della loro sottoscrizione, dalla quale si aspettano dai vertici aziendali in indirizzo un atto di buon senso, che se non dovesse esserci hanno gia pronte successive iniziative legalmente possibili, interessando del caso oltreché la stampa, le S.S.A.A. e la magistratura, per violazioni e inottemperanze ai dispositivi legislativi e normativi vigenti, oltre che in materia sanitaria anche in virtù degli impegni che regolano gli accordi sindali.
Delle autentiche saette quelle preannunciate nel documento pubblicato, che di sicuro avranno un effetto molto allargato se solo si considera il fatto che nelle lamentele del personale medico in forza al SAUT che dal giorno 8-8-2005 sono stati demandati al servizo sul mezzo di soccorso in Lacco Ameno, venendo a ridurre senza idoneamente e necessariamente provvedere al ricambio ed alla sostituzione dell’unità, nonostante il grosso lavoro a cui è chiamato in questo periodo e on solo nel documento denuncia si descrive un presidio ubicato in via IV Novembre n°16 in Lacco Ameno, loro sede di lavoro ed intervento, costituito da un locale angusto e privo di decori, nonché dotato servizi igienici non sufficienti alle persone che vi frequentano, obbligate alla promiscuità di convivenza. Sottolineando ancora che tale bilocale adibito a sede del 118 operante nei pressi dell’ospedale Rizzoli, è stato affittato per uso privato al titolare dell’appalto dell’ambulanza. Circostanze che oltre ai rappresentanti del servizio sanitario nazionale coinvolgerà per competenza anche la massima autorità cittadina, il sindaco della cittadina all’ ombra del fungo. E di rimando anche gli amministratori degli altri comuni isolani che in quanto tali dovrebbero per primi farsi portavoce di una tale disdicevole e non più ammissibile condizione e stato di cose.
Diamo ai medici del Saut così come si farebbe per qualsiasi altra struttura sanitaria la condizione di tranquillità sia fisica che mentale per andare avanti nel proprio mandato nel miglior modo possibile. Il punto focale è l’ambiente non rispondente ad alcuna norma di sicurezza ambientale prevista nei luoghi di lavoro, come da legge 626/94 e dalle nuove Linee Guida per l’Organizzazione dei Presidi di assistenza Urgenza Territoriale ( bollettino ufficiale della Regione Campani n.38 del 25-8-2003, deliberazione n.2343). Una sede dunque che non essendo sede Asl, fa sorgere grossi dubbi assicurativi in caso d’incidenti, non potendosi legalmente giustificare la presenza dell’unità Saut in quella struttura. Oltre a queste importantissime anomalie appare altrettanto grave la mancanza di un frigorifero a norma per la conservazione dei medicinali, la mancanza di armadietti per la custodia del vestiario personale e delle dotazioni ant’infortunistiche, asciugamani sapone e tutto per l’igiene degli operatori, assenza di spogliatoio e soprattutto assenza di servizio di pulizie e di marcatempo. Ci sarebbe ancora molto da dire, commentano gli operatori sanitari, ma visto che chi dovrebbe provvedere tutto fa tranne che risolvere questi semplicissimi problemi appare opportuno oramai passare alle vie di fato. L’impressione è che si voglia solo prender tempo nella speranza che passi l’estate e tutto cada nel dimenticatoio. Pertanto ritenendo che nessuno, tanto meno medici con esperienze di anni , possa essere obbligato a lavorare in simili condizioni per conto di un Ente Pubblico che prima cosa dovrebbe far rispettare le normative in tema d’igiene e sanità sui luoghi di lavoro, si è passati alle vie di fatto, approntando la oramai inevitabile denuncia pubblica e sociale preannunciando con questa le vie di fatto volte ad ottenere una sistemazione adeguata e dignitosa.
Come sempre, come gira e come volta chi subirà le conseguenze e le ripercussioni maggiori saranno i cittadini e la comunità tutta che come più volte si è potuto constatare sul fatto abbisogna di un servizio sanitario anche come quello di urgenza sempre più confacente alle necessità di un territorio in continua crescita ed espansione. Continuando di questo passo tutte le menti, gli specialisti ed il personale competente tenderà ad emigrare lasciando lacune insanabili ed incolmabili, e le conseguenze anche se mani denunciate e sibilate fra i denti, perché nessuno è pronto a sbandierarle chiaramente mostrando una indecenza pubblica manifesta a tal punto da divenire sfacciata, sono orami sotto gli occhi di tutti da tempo, troppo tempo!